Emicrania cronica, impiego più precoce della Tossina botulinica di tipo A


L'emicrania cronica colpisce in Italia circa l'1-2% della popolazione generale, in prevalenza donne e l'impiego della Tossina botulinica rappresenta un trattamento di scelta nella forma cronica.

Con emicrania cronica s’intende la forma definita dalla presenza di cefalee di durata uguale o superiore ai 15 giorni al mese, di cui almeno 8 con emicrania.
Lo studio PREEMT ha dimostrata l'efficacia della Tossina botulinica, rispetto al placebo.

La Tossina botulinica di tipo A ( Onabotulinum Toxin A ) è stata inserita nelle linee guida dell'American Academy of Neurology ( AAN ).
In queste linee guida, la Tossina botulinica è raccomandata per sicurezza ed efficacia nell'emicrania cronica ma anche nella terapia della distonia cervicale, del blefarospasmo e della spasticità negli adulti.

Sono già alcuni anni che l'emicrania è trattata con successo, anche in Italia, con la Tossina botulinica di tipo A ( Botox ), una proteina naturale che inibisce la produzione di neurotrasmettitori infiammatori e quindi la trasmissione dello stimolo doloroso: la sua iniezione nelle zone comprese tra fronte, testa e collo ha dimostrato di essere efficace nella riduzione della percezione del dolore emicranico.

E’ stata compiuta una indagine che ha coinvolto i principali Centri neurologici italiani per fare un punto sullo stato dell'arte dell'impiego della Tossina botulinica di tipo A.

E’ stato inviato un questionario a circa 100 Centri sul territorio italiano, di cui oltre il 70% ha dato risposta. Molti esperti convengono sul fatto che la terapia con Tossina botulinica di tipo A possa essere impiegata sempre di più come terapia d'elezione e non solo come terapia di seconda linea, in casi resistenti ad altre terapie farmacologiche, ma anche in casi più precoci. ( Xagena2016 )

Fonte: Neurology, 2016

Neuro2016 Farma2016


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